Salve a tutti!
Come accennato nel post di presentazione ora apro questa discussione per raccontavi dell’avventura in cui mi sono cimentato da quasi un anno e per chiedere aiuto, consigli e critiche degli esperti e non.
Possiedo da 25 anni una L del 1970 che ho risistemato l’anno scorso durante i primi mesi di “clausura” con buoni risultati essendo stata la mia prima esperienza personale nella revisione di tutta la meccanica del cinquino. Avrei voluto fare un restauro completo ma essendo la carrozzeria ancora in condizioni discrete e considerato il desiderio che ho da anni di possedere una F, rovistando tra i meandri della rete mi sono imbattuto in una F del 1968, in pessime condizioni, in vendita, già mezza smontata, nelle vicinanze (sono di Brescia e la 500 era in vendita a Verona).
Premetto che sono un principiante e, nonostante un background in meccanica che ho per il lavoro (macchine tessili), non ho mai avuto esperienze con carrozzerie e relative tecniche di restauro. La voglia di cimentarmi personalmente in un’avventura del genere mi appassionava da tempo e quale periodo migliore durante questi tempi di maledetti lockdown e restrizioni varie. Onestamente credevo di iniziare i lavori ed alle prime difficoltà portare l’auto ad un esperto di restauri ma la passione e la perseveranza mi hanno fatto arrivare alla ricostruzione, spero fedele alle origini, della carrozzeria.
Non appena acquistata ho spogliato completamente la carrozzeria per fare il punto della situazione: fondi, sottoporta esterni ed interni, musetto e vano porta batteria erano compromessi a tal punto che ho dovuto sostituirli. Tutto il resto sembrava recuperabile previa rimozione di ruggine, ossido, antirombo e tonnellate di terra dei colli veronesi. Sembrava…
Armato di manuali, specifiche e tutte le informazioni repellibili in rete ho sostituito prima i sottoporta interni, usando quelli esterni come guida per il corretto posizionamento degli stessi e dei fondi, per poi dedicarmi al musetto.
Nel tagliare il musetto, viste le condizioni dei passaruota e dei parafanghi anteriori ho deciso di sostituire anche quelli. Sarebbe stato impossibile sanare la lamiera negli stretti meandri tra uno e l’altro… giusto?
Ad ogni sostituzione dei lamierati ho eseguito le seguenti operazioni: pulitura a lamiera (si dice cosi?) della zona da sanare/ricostruire, fosfatante in quantità, saldature (prima volta in vita mia che saldo…), leggero carteggiamento dei lamierati nuovi ed applicazione di epossidico per la protezione temporanea durante il resto dei lavori. Ricostruita tutta la carrozzeria tutto quadra secondo le specifiche e con il resto dell’auto: portiere, cofano etc. Sono davvero soddisfatto della mia prima esperienza (ora però aspetto le preziose e benvenute critiche degli esperti!)
Il prossimo passo sarà finire il sotto scocca: carteggio della prima mano provvisoria di epossidico, sigillo delle giunte con pasta in poliuretano, strato di body, verniciatura. Ho già anche sverniciato trapezi, balestra, impianto dello sterzo etc. etc. che vernicerò con epossidico e vernice nera.
Per quanto riguarda i prodotti e le procedure delle vernici sto seguendo il “metodo classico” indicato dalla Lechler nel suo vademecum per il restauro di auto d’epoca.
Allego alcune delle più di trecento fotografie che ho fatto fin ora per documentare dettagliatamente il restauro. Spero che qualche amico esperto abbia la pazienta e la gentilezza di dare un’occhiata e giudicare severamente il lavoro svolto. Sicuramente ho fatto degli errori e se sono ancora in tempo a correggerli vi pregherei di aiutarmi in quel senso. Ovviamente sono benvenuti anche i commenti ed i suggerimenti di tutti!
Seguiranno post relativi ai futuri aggiornamenti sui lavori ed una montagna di domande su come procedere correttamente.
500 grazie in anticipo per l’aiuto!
Lampa – Dario